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il
baghèt, come è fatto lo strumento Il baghèt della media Valle
Seriana
e Valle Gandino è composto dalla sacca, la "baga", dalla canna
del canto la "diana", dai due bordoni detti "orghègn" e dal
"bochì", con cui si riempie la "baga".
La tonalità
originale era attorno al LA. La "diana"
emette otto note, partendo dall'anulare, mentre chiudendo anche il
mignolo si ottiene la sensibile.
I due bordoni
sono così intonati: una ottava sotto
la diana quello piccolo, e due ottave sotto quello maggiore.
L'ancia della "diana" è in canna palustre, è
un'ancia doppia
ed è chiamata "pìa". Quella dei bordoni è semplice e
viene chiamata "spölèta".
La baga era in pelle di
capra o
pecora, con il pelo rasato e lasciato
all'interno. Veniva ritagliata, piegata su se stessa e poi cucita lungo
il bordo inferiore.
Gli
strumenti rimanevano quasi sempre all'interno della cerchia dei
parenti, ed erano i suonatori stessi che provvedevano alla manutenzione
ed alle eventuali riparazioni. |
 | Lo
strumento appertenuto alla famiglia "Serì", originaria di
Semonte di Vertova (Bergamo). I "Serì" chiamavano la
cornamusa
con il termine di "pìa"
(© foto di
Valter Biella) |
Lo strumento del "Manòt" di
Gandino
( © foto di Valter Biella)
| Dove si
suonava il baghèt tra ottocento e novecento.
La
cornamusa bergamasca era presente in queste località:
1)
Media Val Seriana e Val Gandino. Ad Albino c'erano i Pezzera, a
Gazzaniga un'altra famiglia sempre
conosciuta come Pezzera, a
Vertova i Maffeis, a Gandino Picinali, Savoldelli e Servalli, a Casnigo
l' Imberti, Cattaneo, Zilioli e
l'ultimo suonatore Giacomo Ruggeri.
2) in Val
Imagna vi era la famiglia Salvi
3) A
Valtorta suonava il Regazzoni
4) A Cene
erano presenti Marchi e Bortolotti
5) a Bratto
suonava la famiglia Migliorati |  | |