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storia, dal Medio Evo ad oggi. Fin dal Medio Evo in Provincia di Bergamo è presente una cornamusa, con forme e caratteristiche particolari che la differenziano dagli altri modelli europei, chiamata “ ol baghèt” o “ la pìa”. Uno dei primi affreschi con dipinto una cornamusa è al castello di Bianzano, della fine del 1300. Altri sono nella chiesa di Piario e al castello di Malpaga, con una datazione collocata tra il ‘400 e il ‘500. Un bellissimo olio, della fine del 1700, è alla “Madonna d’Erbia”, attribuito a Lattanzio Querena.
La cornamusa bergamasca, che doveva essere diffusa praticamente in tutta la provincia, è arrivata ai giorni nostri sopravvivendo in una zona ben ristretta: la media Val Seriana e la Val Gandino. All’inizio del 1900 vi erano ancora una decina di suonatori, e l’ultimo, che ha eredito l’abilità ed il patrimonio musicale, è stato Giacomo Ruggeri detto “Fagòt”, di Casnigo (1905 – 1990). I suonatori erano per la maggior parte contadini, e si ritrovavano nelle stalle d’inverno. Passata l’Epifania, poco prima del carnevale, lo strumento era riposto, per essere ripreso agli inizi dell’inverno successivo. Con il baghèt si suonava l’antica “pastorella”, si accompagnava il canto e si eseguiva l’arcaico “ bal d’ol mòrt” ( ballo del morto), una specie di pantomima in cui due ballerini mimavano una “morte” ed una successiva “ resurrezione”. Con l'entrata in crisi della civiltà contadina anche l'uso del baghèt è stato progressivamente abbandonato, tanto da scomparire praticamente a metà degli anni cinquanta. Tutto quello che noi oggi conosciamo è legato alla figura di Giacomo Ruggeri, detto "Fagòt" di Casnigo (1905 - 1990) l'ultimo suonatore conosciuto. Senza di lui, i suoi ricordi, le sue conoscenze, le sue musiche, la maggior parte del patrimonio sarebbe andato perso. Alla sua testimonianza si è aggiunta quella dei "Fiaì", del "Parécia", dei "Serì", del "Manòt" ", del "Pescerì" e di tanti altri ancora, che anche con piccoli tasselli hanno permesso di ricostruire la storia di questo affascinante strumento.
Se vuoi saperne di più cerca su questi libri: V. Biella, Baghèt o piva delle Alpi, ARPA; Bergamo 1984 V. Biella, Ricerca sulla piva nel bergamasco, DAMS, Bologna 1985 V. Biella, Il baghèt un'antica tradizione bergamasca, Villadiseriane, Bergamo 1988 V. Biella, Legno corteccia e canna, Sistema Bibliotecario Urbano di Bergamo, 1993 V. Biella, Il baghèt, la cornamusa
bergamasca, Meridiana,
Bergamo 2000
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